Il Messiniano del Bacino Terziario Piemontese: paleoclima e paleoambiente

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Fino a 6 milioni di anni fa circa, l’attuale area collinare della regione Piemonte era un golfo del Mare Mediterraneo. Durante il Messiniano (tra 5,9 e 5,3 milioni di anni fa) l’intero bacino sperimentò un cambiamento ambientale e climatico estremamente rapido (rispetto alla scala del tempo geologico) provocato dall’isolamento del Mediterraneo dall’Oceano Atlantico.

Gli effetti di questo evento sono stati profondi cambiamenti nella geosfera, nella biosfera e nel microclima. In un breve intervallo di tempo (meno di un milione di anni) si sono succeduti sedimenti di mare profondo, di mare poco profondo, continentali, lacustri e di nuovo di mare profondo; le rocce e i fossili in questi contenuti registrano inoltre oscillazioni climatiche cicliche tra climi aridi e climi più umidi.

Le rocce di età messiniana deposte nel Bacino Terziario Piemontese e attualmente affioranti nelle Langhe e nel Monferrato descrivono il succedersi di questi eventi e costituiscono un modello a scala ridotta del vasto Mare Mediterraneo.

Che cosa potrete osservare:

  • Marne e peliti. Rocce che testimoniano un mare profondo; la ricchezza di vita è testimoniata dai fossili di pesci e di microorganismi planctonici (foraminiferi e coccolitoforidi). Queste rocce registrano l’alternanza tra un clima caldo e umido e un clima più fresco e arido. Le associazioni a microfossili indicano inoltre il momento preciso in cui il Mediterraneo è rimasto isolato rispetto all’Oceano Atlantico, l’inizio della Crisi di salinità.
  • Gesso selenitico e laminato. Questi minerali si sono formati in acque ad elevata salinità e indicano una crescente evaporazione, conseguenza dell’isolamento del Mediterraneo. Anche in questi minerali è possibile osservare forme di vita microscopiche (alghe e batteri) che tolleravano condizioni ambientali estreme.
  • Arenarie e peliti. Sedimenti deposti sul continente in acque a bassa salinità, ricchi in resti di vertebrati fossili e molluschi lacustri. Testimoniano un ambiente di savana con temporanei specchi d’acqua dolce.
  • Marne calcaree. Queste rocce raccontano il ripristino della connessione con l’Oceano Atlantico e sono ricche di microfossili marini planctonici.
  • Superficie di erosione. Questa superficie illustra un evento rapido di smantellamento dei sedimenti causato da forze tettoniche compressive (visibile a Moncucco).

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